C.G.S.V.O. - G.S.D. MASCAGNI: 1-4
Sconfitta pesante più nel punteggio che nel gioco quella subita dalla nostra Terza Categoria contro il G.S.D. Mascagni, squadra che occupa il terzo posto della classifica e indubbiamente uno degli avversari più ostici fino ad oggi affrontati dai nostri ragazzi. Chi infatti si fermasse al solo risultato senza aver visto la partita non potrebbe nemmeno immaginare che il risultato finale altro non è che l’esito di una partita in cui la squadra di Vallarella ha letteralmente tenuto il pallino del gioco per oltre due terzi dell’incontro, salvo - come purtroppo spesso le
succede - non riuscire a concretizzare le numerose azioni di gioco create e subire di contro i colpi degli avversari in occasione delle loro
sporadiche incursioni offensive. Il secondo tempo della partita di oggi è stata la conferma più lampante di questa (ormai) pessima abitudine, se è vero che - dopo il vantaggio iniziale conquistato dalla squadra ospite intorno al 30’ di gioco - i nostri ragazzi hanno immediatamente iniziato la seconda frazione di gioco col piede sull’acceleratore, riuscendo ad ottenere il pareggio già al 50’ con un rigore realizzato da Cigolotti. Il successivo arrembaggio per mettere a segno il gol di quella che sarebbe comunque stata una vittoria più che meritata, si è invece rivelato
funesto nel giro di soli tre minuti quando, tra il 70’ e il 73’, sugli sviluppi di due calci da fermo, la squadra ospite è riuscita a realizzare altrettanti gol, ribaltando ancora una volta il risultato a proprio favore. Il gol a tempo scaduto dell’1-4, poi, è stato conseguenza dell’immancabile malinteso difensivo dei nostri ragazzi che dalla formazione avversaria si sono così visti impartire una vera e propria lezione di concretezza e
cinismo, doti del tutto carenti nella squadra arancionera. Peccato
davvero, perché la complessiva buona prestazione disputata davvero non meritava un finale così amaro, se non fosse che, dopotutto, volenti o nolenti, la più elementare regola del calcio è pur sempre che la palla bisogna piazzarla nella porta avversaria, se si vuole evitare che alla fine, in un modo o nell’altro, siano gli altri a piazzarla nella tua.














